Ieri ho rivisto due miei compagni di classe.
Tutti e due fidanzati da cinque anni.
Uno convive, l'altro spera di trovarsi nelle condizioni migliori per farlo il prima possibile.
Tutti e due, comunque, sanno ciò che vogliono.
Sono sereni, hanno raggiunto un equilibrio che non è solo sentimentale.
Questo mi ha fatto riflettere su quanto invece i trentenni di oggi siano nella posizione opposta.
Probabilmente li abbiamo conosciuti tutti io e chi mi sta intorno, ma non mi capacito della percentuale di trentenni o poco più in perenne crisi d'identità.
Una generazione nata così?
Di transazione, incerta, capricciosa?
Io e mia sorella abbiamo cinque anni di differenza.
Niente nell'economia di un' intera vita.
Eppure c'è un divario.
E' come se tra la sua e la mia nascita fosse avvenuto un cambiamento epocale.
E questo sembra riguardare tutti in generale.
I ventenni di oggi sono più decisi, più - come dire - smaliziati, anche se non è questa la parola che avevo in mente.
I trentenni invece sembrano sempre sognare ciò che ancora non hanno (cosa sacrosanta per carità, ma prima di passare oltre sarebbe bello godersi ciò che effettivamente c'è), sembrano smarriti, sono alla perenne ricerca di "qualcos'altro".
Chissà se mai lo troveranno.
Glielo auguro.
Più che altro perchè mettono l'ansia.